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	<title>prccomunegenova</title>
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	<description>Gruppo Consiliare Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea</description>
	<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 13:01:51 +0000</pubDate>
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		<title>Serie riserve su aggregazione Iride Enìa</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 13:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA
Serie riserve su aggregazione Iride Enìa
Il capogruppo di Sinistra Europea - Rifondazione Comunista al Comune di Genova Antonio Bruno esprime serie riserve sull&#8217;aggregazione Iride - Enìa, due delle principali multiutilities impegnate in Energia, Acqua, Gas. &#8220;La creazione delle multiutility, attraverso processi di aggregazione e privatizzazione sta privando i Comuni delle leve minime di indirizzo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">COMUNICATO STAMPA<br />
Serie riserve su aggregazione Iride Enìa<br />
Il capogruppo di Sinistra Europea - Rifondazione Comunista al Comune di Genova Antonio Bruno esprime serie riserve sull&#8217;aggregazione Iride - Enìa, due delle principali multiutilities impegnate in Energia, Acqua, Gas. &#8220;La creazione delle multiutility, attraverso processi di aggregazione e privatizzazione sta privando i Comuni delle leve minime di indirizzo, controllo e programmazione dei più importanti servizi pubblici. Infatti, sono i CdA di queste aziende, dove spesso diventano egemoni i rappresentanti degli interessi privati, a determinare le politiche in materia di acqua, energia, gas, rifiuti ecc.&#8221; &#8220;L&#8217;esperienza di questi anni dimostra che ad essere esclusi dalla discussione sulle scelte in materia di servizi pubblici locali (e quindi di territorio e ambiente) sono i Consigli Comunali, ossia le assemblee elettive che risultano ulteriormente espropriate delle loro prerogative&#8221; - continua Antonio Bruno - &#8220;Si determina, quindi, un ulteriore svuotamento della rappresentanza e della democrazia nei processi decisionali.&#8221; Per il capogruppo della Sinistra Europea - PRC - &#8220;Alla luce dei dati economici e tecnici dei Bilanci delle multiutility, le loro composizioni societarie sono direttamente responsabili di scelte negative sul piano ambientale. Questo è vero per il modello dissipativo di risorse che sostengono (più si consuma - più si vende - più si guadagna) come dimostrato dal recente bilancio approvato dal cda di Iride, dove si critica il clima mite dell&#8217;inverno passato come causa della flessione dei ricavi. Inoltre i soggetti privati impongono l&#8217;aumento delle tariffe e l&#8217;utilizzo degli utili per la suddivisione dei dividendi piuttosto che per l&#8217;ammodernamento e l&#8217;efficientamento delle reti e per tariffe sociali. La politica delle scatole cinesi è in contrasto con politiche radicalmente democratiche, nell’ambito delle quali sono le comunità che partecipano direttamente alle scelte che riguardano i territori.&#8221; In conclusione Antonio Bruno chiede &#8220;un ripensamento e un&#8217;azione almeno per la ripubblicizzazione dei servizi idrici.&#8221;<br />
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova</p>
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		<title>Genova: no all&#8217;aumento tariffario del biglietto integrato treno + bus</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 13:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Genova, 30/09/08
COMUNICATO STAMPA
La proposta di un aumento tariffario del biglietto integrato treno + bus a 1.70 euro è inaccettabile.
Se attuato avrebbe un impatto molto negativo sulle tasche dei genovesi ma anche sull’intero sistema di mobilità. Già oggi ad una famiglia di 5 persone conviene (economicamente e sul piano della vivibilità) spostarsi in auto dalle periferie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Genova, 30/09/08</p>
<p>COMUNICATO STAMPA</p>
<p>La proposta di un aumento tariffario del biglietto integrato treno + bus a 1.70 euro è inaccettabile.<br />
Se attuato avrebbe un impatto molto negativo sulle tasche dei genovesi ma anche sull’intero sistema di mobilità. Già oggi ad una famiglia di 5 persone conviene (economicamente e sul piano della vivibilità) spostarsi in auto dalle periferie al centro città. Questo aumento darebbe una mazzata al sistema di trasporto pubblico e ci allontanerebbe dalle politiche di trasporto che vengono attuate in tutta Europa.</p>
<p>Il Capogruppo Sinistra Europea – PRC<br />
Antonio Bruno</p>
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		<title>Comunicato stampa sul dibattito in Consiglio Comunale</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 15:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Genova]]></category>

		<category><![CDATA[gronda]]></category>

		<category><![CDATA[Infrastrutture]]></category>

		<category><![CDATA[terzo valico]]></category>

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		<description><![CDATA[Genova 17/09/08
COMUNICATO STAMPA
In merito al recente dibattito in Consiglio Comunale sulle infrastrutture rilevo con soddisfazione che, per la prima volta, una maggioranza:
- individua delle priorità senza chiedere tutto e il contrario di tutto (le opere che devono partire subito sono il nodo di San Benigno che permette di dividere l’accesso in porto dei TIR dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Genova 17/09/08</p>
<p>COMUNICATO STAMPA</p>
<p>In merito al recente dibattito in Consiglio Comunale sulle infrastrutture rilevo con soddisfazione che, per la prima volta, una maggioranza:<br />
- individua delle priorità senza chiedere tutto e il contrario di tutto (le opere che devono partire subito sono il nodo di San Benigno che permette di dividere l’accesso in porto dei TIR dal traffico civile e gli ammodernamenti del nodo ferroviario di Genova);<br />
- decide di aprire un DIBATTITO PUBBLICO (alla francese) sulla Gronda autostradale che coinvolgerà le popolazioni interessate<br />
Al contrario, l’opposizione tutta con il Presidente della Commissione Trasporti Enrico Musso e la sola eccezione del Vice Presidente del Consiglio Alberto Gagliardi, rifiuta il confronto e abbandona l’aula.<br />
Speriamo che questo atteggiamento della destra non sfoci in ostruzionismo verso le opere prioritarie</p>
<p>Il Capogruppo Sinistra Europea – PRC<br />
Antonio Bruno</p>
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		<title>Nodo stradale ed autostradale di Genova</title>
		<link>http://prccomunegenova.altervista.org/?p=66</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 14:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[La cronaca di questi giorni di fine estate ci consegna, oltre al ritorno a scuola e alla caduta delle foglie, l&#8217;altrettanto consueta discussione sul “definitivo” (?) tracciato della Gronda autostradale di Ponente.
Dopo la gronda bassa, affiancata al Morandi, quella altissima sino alla Valle Scrivia, quella intermedia su Bolzaneto, quella in subalveo sotto il Polcevera ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">La cronaca di questi giorni di fine estate ci consegna, oltre al ritorno a scuola e alla caduta delle foglie, l&#8217;altrettanto consueta discussione sul “definitivo” (?) tracciato della Gronda autostradale di Ponente.</p>
<p>Dopo la gronda bassa, affiancata al Morandi, quella altissima sino alla Valle Scrivia, quella intermedia su Bolzaneto, quella in subalveo sotto il Polcevera ed il ritorno di quella bassa (con il ponte di “cristallo” (!),vi sarebbe una nuova ed ulteriore proposta.</p>
<p>ANAS ed Autostrade saranno quindi impegnate a predisporre un nuovo progetto, di cui discutere in futuro, a spese di quegli aumenti delle tariffe autostradali che dovevano   servire per costruire il nuovo “Nodo stradale ed autostradale di Genova” e che alimentano invece il progettificio.</p>
<p>Poco è stato fatto sinora in concreto, non certo per la opposizione dei Comitati dei cittadini, ma perchè, il sospetto diventa sempre più forte, gli Enti non ricordano neppure i Protocolli che hanno sottoscritto.</p>
<p>Il 27 febbraio 2006 Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova e ANAS SpA firmavano il Protocollo di Intesa per la realizzazione del “Nodo Stradale e Autostradale di Genova” prevedendo una serie di interventi per la risoluzione del c.d. Nodo di Genova: Gronda di Ponente; Gronda di Levante; adeguamento A7; Nodo di San Benigno; Tunnel di Rapallo e/o interventi migliorativi ai caselli della A 12; sistemazione di Lungomare Canepa; Tunnel subportuale.</p>
<p>Il Protocollo suddivideva gli interventi in due gruppi:</p>
<p>1.      Opere di competenza della Società Autostrade per l&#8217;Italia, in quanto inserite nel IV Atto aggiuntivo ANAS /Autostrade – stipulato in data 23 dicembre 2002: Gronda di Ponente; Tunnel di Rapallo; Nodo di S. Benigno; parte dell&#8217;Autostrada A7 Genova-Serravalle.</p>
<p>Queste opere sono quindi a carico di Società Autostrade e finanziate con gli aumenti delle tariffe autostradali già in vigore, calibrati sul costo stimato nel 2002.</p>
<p>2. Opere per le quali è necessario individuare il Soggetto attuatore e le relative                           fonti di finanziamento: Gronda di Levante; Tunnel subportuale; sistemazione di Lungomare Canepa; collegamento Tunnel subportuale con gli svincoli di Ge- Est e Ge-Nervi.</p>
<p>A fronte di un programma di tale portata, il Protocollo riteneva quindi “inevitabile procedere ad una differenziazione temporale nella realizzazione delle opere di che trattasi”, pur all&#8217;interno di un “disegno progettuale unitario”.</p>
<p>Per quanto riguarda la c.d. Gronda di ponente, che non era quindi l&#8217;unico intervento previsto, il Protocollo dava atto che “i tre Enti Territoriali hanno proposto di sostituire il tracciato caratterizzato dall&#8217;attraversamento in subalveo del torrente Polcevera con un altro tracciato, caratterizzato dall&#8217;attraversamento aereo della stessa valle, mediante un ponte posto in prossimità dell&#8217;esistente viadotto Morandi”.</p>
<p>Si tratta della ipotesi che è stata nuovamente messa in discussione e che fa si che ad oggi non esista un progetto su cui discutere.</p>
<p>Ciò premesso, il protocollo attribuiva “carattere di priorità al nodo viario di S. Benigno in quanto anello di congiunzione fra la rete autostradale, il porto ed il nuovo sistema di scorrimento urbano – cui risulta strettamente correlato il tunnel subportuale di Genova”.</p>
<p>In un tale disegno, assumeva altresì grande importanza, in direzione ponente, la sistemazione di lungomare Canepa e la strada a mare.</p>
<p>Orbene, il progetto del nuovo nodo di S. Benigno, commissionato dalla Autorità Portuale, è stato approvato in Conferenza dei Servizi nell&#8217;estate 2001, integrato da un tavolo tecnico presso la Regione Liguria negli anni successivi a seguito delle osservazioni di ANAS e Società Autostrade e inserito come detto nel IV Atto aggiuntivo ANAS – Autostrade, che ha previsto che sia quest&#8217;ultima Società a realizzarlo grazie agli aumenti di pedaggio già conseguiti.</p>
<p>Dette risorse sono finalizzate alla realizzazione dell&#8217;intero “Nodo Stradale e autostradale di Genova”, e non della sola Gronda di Ponente, per cui le opere ricomprese nel IV Atto Aggiuntivo dovranno essere finanziate secondo le priorità indicate nel Protocollo di Intesa ed i tempi della loro effettiva realizzazione.</p>
<p>In altri termini: non è scritto da nessuna parte che debba attendersi la costruzione della Gronda per dare avvio alla realizzazione del Nodo stradale e autostradale di Genova.</p>
<p>Al contrario, come ricordato, il Protocollo di Intesa indica come prioritaria la realizzazione del nuovo nodo di S. Benigno, che è l’unica opera compiutamente progettata, immediatamente finanziabile con le risorse già in cassa di Autostrade ed indispensabile perchè lo sviluppo del porto di Sampierdarena (Calata Bettolo, Multipurpose, etc), secondo il disegno del vigente PRP, non diventi un fattore di grave criticità per Sampierdarena invece che una opportunità.</p>
<p>Il nuovo nodo di S. Benigno, inoltre, non potrà limitarsi a riversare il traffico di provenienza autostradale sulla viabilità urbana esistente, pena la nuova paralisi del Nodo, ma dovrà collegarsi verso levante con il Tunnel sottomarino e verso ponente con il nuovo lungomare Canepa e con la strada a mare.</p>
<p>Un tale assetto potrà consentire di ridurre le dimensioni e l&#8217;impatto dello stesso Lungomare Canepa, strada attualmente progettata a sei corsie ed il cui finanziamento non è del tutto certo.</p>
<p>La nuova viabilità consentirà infatti di separare i flussi di traffico, con particolare riguardo a quello pesante di origine portuale lungo tutta Sampierdarena, tra il nuovo nodo di S. Benigno, a servizio del varco più a levante, ed il sistema formato dalla nuova strada a mare a sei corsie, oltre lungomare Canepa, e la nuova viabilità di sponda destra del Polcevera, per i terminals di ponente.</p>
<p>In questo quadro, lungomare Canepa, anche attraverso l&#8217;utilizzo della sopraelevata portuale esistente, potrà essere dedicato alla viabilità urbana leggera, a quattro corsie, senza costituire una nuova barriera a mare dell&#8217;abitato di Sampierdarena.</p>
<p>Le sei corsie appaiono infatti sovradimensionate anche perchè il lungomare è comunque chiuso a a ponente dalla rotonda della Fiumara e a levante dall&#8217;accesso alla Sopraelevata, il che non consente certo di costruire una autostrada urbana. Il minor costo della arteria, infine, ne renderebbe più agevole il finanziamento e certa la realizzazione.</p>
<p>L&#8217;avvio di questi interventi, già finanziati per quanto riguarda S. Benigno ed in atto per la strada a mare, libererà il principale accesso alla città e darà modo di studiare meglio la necessità della nuova gronda di ponente, alla luce dei risultati ottenuti con la nuova uscita di Genova Ovest e con la rettifica dell&#8217;A7 nella tratta tra Bolzaneto ed il casello, indispensabile anche alla luce dell&#8217;ultimo tracciato della Gronda che sembra essere stato proposto.</p>
<p>Più che le sezioni delle carreggiate autostradali, infatti, è il mancato assorbimento del traffico da parte della viabilità urbana a determinare, specie nelle ore di punta, il blocco del sistema che gravita sul casello di Genova Ovest (A 7-A10-A12).</p>
<p>Appare quindi necessario rendere più fluida l&#8217;uscita di Genova ovest prima di aumentare ancora il volume di traffico che vi verrebbe riversato con la costruzione della nuova Gronda ed il mantenimento, declassato, della attuale A 10.</p>
<p>Ci sembra che si tratti di una posizione realistica, fondata da un punto di vista trasportistico e che cerca di tenere insieme le esigenze delle persone con quelle del Porto: resta da capire se tutti vorranno accantonare posizioni non più attuali ed avversate da gran parte della popolazione ed iniziare a costruire davvero il nuovo nodo stradale e autostradale di Genova.</p>
<p>Paolo Scarabelli – Partito della Rifondazione Comunista –SE<br />
Roberto Delogu - Partito dei Comunisti Italiani<br />
Andrea Brignolo – Federazione dei Verdi Liguri.</p>
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		<title>Genova ha accolto alpini e Pontefice: sapra&#8217; accogliere anche il Gay Pride</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 12:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa
Genova ha accolto alpini e Pontefice: sapra&#8217; accogliere anche il Gay Pride
Si era appena diffusa la voce che gli organizzatori del Gay Pride avrebbero scelto Genova come sede della manifestazione nazionale nel 2009 e subito si sono levati alti strilli da parte di fondamentalisti e pruriginosi uomini politici della destra. Per quanto ci riguarda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Comunicato stampa<br />
<strong>Genova ha accolto alpini e Pontefice: sapra&#8217; accogliere anche il Gay Pride</strong><br />
Si era appena diffusa la voce che gli organizzatori del Gay Pride avrebbero scelto Genova come sede della manifestazione nazionale nel 2009 e subito si sono levati alti strilli da parte di fondamentalisti e pruriginosi uomini politici della destra. Per quanto ci riguarda riteniamo che Genova sia in grado di poter gestire una manifestazione politica come il Gay Pride, come negli anni passati, e&#8217; riuscita a gestire adunate di alpini e la visita del Pontefice. Tutto il resto fa parte di una concezione autoritaria, perbenista e un po&#8217; complessata.<br />
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC comune di Genova</p>
<p>Articoli correlati:<br />
<a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/09/07/1101739212700-gaypride-2009-genova-.shtml">Il Gay Pride 2009 a Genova</a><br />
<a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/09/08/1101740830824-gay-pride-coincidera-il-corpus-domini.shtml">Gay Pride coinciderà con la processione del Corpus Domini</a><br />
<a href="http://genova.repubblica.it/dettaglio/LArcigay-Il-gay-pride-nel-2009-a-Genova/1509948">Arcigay: &#8220;Gay pride a Genova&#8221;-Vincenzi: &#8220;Una bella notizia&#8221;</a></p>
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		<title>Le infrastrutture, la politica e l&#8217;illusione di contare qualcosa</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 12:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Mi inserisco nella “querelle” sulle infrastrutture tra l’ex assessore alla mobilità Arcangelo Merella ed il capogruppo in Comune della Sinistra Europea Antonio Bruno cercando di portare alcuni elementi ad una discussione peraltro molto interessante.
In primis ringrazio Merella per l’importante ruolo attribuito alla sinistra ambientalista che avrebbe immobilizzato la città, lo ringrazio perché in tre anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Mi inserisco nella “querelle” sulle infrastrutture tra l’ex assessore alla mobilità Arcangelo Merella ed il capogruppo in Comune della Sinistra Europea Antonio Bruno cercando di portare alcuni elementi ad una discussione peraltro molto interessante.<br />
In primis ringrazio Merella per l’importante ruolo attribuito alla sinistra ambientalista che avrebbe immobilizzato la città, lo ringrazio perché in tre anni da consigliere comunale questo dato mi è assolutamente sfuggito, non solo ma ero convinto di non essere minimamente riuscito a bloccare operazioni come il parcheggio dell’Acquasola, né quello di Piazza Dante; ero convinto che i parcheggi “fai da te” con le maggiori criticità (Villa Rosa e Piazza Rapisardi) fossero stati approvati; pensavo che la lottizzazione dell’Acquasanta avesse avuto via libera; senza pensare al nostro ruolo determinante nel cancellare l’ipotesi del termovalorizzatore nel ciclo dei rifiuti e del conseguente aumento (entro i termini di legge) della raccolta differenziata.<br />
Quindi: che cosa abbiamo fermato??<br />
Vorrei comunque tranquillizzare Merella fornendo un altro dato oggettivo: si rilegga le ultime dichiarazioni degli Amministratori Delegati di Autostrade e di Ferrovie dello Stato.<br />
Il primo, relativamente al problema Gronda, afferma che l’opera la pagano loro e quindi la fanno passare dove vogliono, il secondo (diventato anche terminalista) suggerisce di estendere il Porto da Voltri a Savona.<br />
A parte il dato comico, questi aspetti rappresentano il sunto di una nazione che da 50 anni sviluppa una politica dei trasporti e infrastrutturale slegata da qualsiasi realtà, senza confrontarsi con il proprio territorio, né con il resto d’Europa, che vive ancora sull’eredità lasciata da una unica società (la Fiat) che, dato alquanto singolare, produceva sia la domanda (le autostrade) che l’offerta (le automobili), che, di conseguenza, è in mano alla lobby degli autotrasportatori e che vive di spot, come le Autostrade del Mare che dovevano rappresentare la risoluzione più logica e naturale e che assorbe il 4.5% del traffico contenitori.<br />
Sento parlare di trasporti e logistica ma si ignora che da venti anni deve essere completato il collegamento tra il Porto di Voltri e la linea dei Giovi e venti sono gli anni che abbiamo dovuto aspettare per vedere un collegamento pubblico via mare che ha avuto e sta avendo un riscontro eccezionale e sul quale tutti hanno appeso il cappello.<br />
Quindi discutiamone apertamente ma cerchiamo di non travisare la realtà.</p>
<p>Andrea Brignolo – commissario provinciale di Genova – Federazione dei Verdi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Liguria prima regione per infrastrutture</title>
		<link>http://prccomunegenova.altervista.org/?p=63</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 16:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Corriere Mercantile  del 02/09/08 ( dati del Sole 24 Ore)
Le infrastrutture rappresentano un nodo centrale per lo sviluppo, esigenza al tempo stesso locale e nazionale e tasto dolente- su quasi tutti i numerosi fronti- per l’intero paese: strade e autostrade, ferrovie e aeroporti, stazioni, reti elettriche, discariche e smaltimento rifiuti, non c’è un solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Corriere Mercantile  del 02/09/08 ( dati del Sole 24 Ore)</p>
<p>Le infrastrutture rappresentano un nodo centrale per lo sviluppo, esigenza al tempo stesso locale e nazionale e tasto dolente- su quasi tutti i numerosi fronti- per l’intero paese: strade e autostrade, ferrovie e aeroporti, stazioni, reti elettriche, discariche e smaltimento rifiuti, non c’è un solo argomento che non sia periodicamente oggetto di polemica, tra lavori fermi o lenti e un sistema complessivamente vetusto e non adeguato ai tempi moderni.<br />
Un’analisi del “Sole 24 ore” basata sui dati dell’Atlante delle infrastrutture 2008 dell’Istat propone una classifica delle dotazioni infrastrutturale delle regioni italiane, rivelando dati particolarmente positivi per la Liguria, che si piazza al primo posto in ben quattro dei dodici settori scelti come indicatori in base al rapporto con l’estensione territoriale : strade comunali, autostrade, ferrovie e stazioni.<br />
I dati sono calcolati sulla base dell’estensione territoriale e del numero di abitanti: la regione ha 35,3 Km di strade comunali per ogni 10 Km quadrati, 1.190 Km per ogni 100.000 abitanti. Un dato che appare significativo se confrontato con la media nazionale, che vede 22,2 Km di strade per ogni 10 Km. quadrati e 1.130 ogni 1000, abitanti.<br />
Per quanto riguarda le autostrade, i chilometri sono 69,2 ogni 1.000 Km quadrati, 23 per ogni 100.000 abitanti, mentre a livello nazionale  i numeri sono 21,7 e 11.<br />
La rete ferroviaria  Ligure si estende per 92,4 Km ogni 1.000 Km quadrati ( media nazionale : 53,6 Km), 31 Km ogni 100.000 abitanti ( contro i 27 nazionali). Le stazioni sono 21,3 su 100 Km di rete, 7 ogni 100.000 abitanti (14,9 e 4 in Italia).<br />
Segue un secondo posto per quanto riguarda le strade locali, appena dopo il Piemonte, mentre la regione è terza  in classifica per quanto riguarda aeroporti, parcheggi negli aeroporti e rete elettrica.<br />
Meno buoni i dati sul numero di discariche, con 9,3 impianti per un milione di abitanti, che vedono la Liguria all’ottavo posto della classifica, con un dato comunque superiore alla media nazionale (5,8).<br />
Addirittura al disotto della media i dati su depuratori di acque, trattamento dei rifiuti e strade nazionali: il primo dato, con il 32,8 % degli abitanti serviti da un sistema completo,  fa scendere la regione al quindicesimo posto, a fronte di un dato nazionale del 48 %.<br />
Il trattamento dei rifiuti viene valutato in base al numero di impianti per un milione di abitanti. La Liguria, con un 6,2, si piazza, insieme al Molise, al quattordicesimo posto ( media nazionale:7,9).<br />
La regione ha mancato di poco l’indesiderato traguardo della maglia nera per quanto riguarda le strade nazionali: penultima in classifica, al diciannovesimo posto, la Liguria ha 2,4 Km per ogni 100 Km quadrati e 8 Km ogni 100.000 abitanti, contro 5,9 e 29 di media nazionale.<br />
La classifica finale è stata elaborata  utilizzando la somma dei dodici punteggi, rapportata poi alla media nazionale cui è stato dato il valore 100. Risultato: la Liguria raggiunge 135 punti al pari dell’Abruzzo, piazzandosi subito Basilicata  (144), Molise (168) e Valle d’Aosta, che primeggia con 211 punti.</p>
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		<title>Comunicato stampa di Antonio Bruno in risposta ad Arcangelo Merella</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 11:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Genova 04/09/08
Al SECOLO XIX
Arcangelo Merella, gia’ Assessore alla mobilita’ delle giunte Pericu, confessa di essere stato costretto all’immobilismo dalla sinistra radicale e ambientalista, in materia di infrastrutture.
Ho l’impressione che sopravvaluti il potere di queste  aree politiche   e abbia sottovaluto le sue capacita’, visto che, proprio in queste settimane, la Giunta Vincenzi e’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Genova 04/09/08</p>
<p>Al SECOLO XIX</p>
<p>Arcangelo Merella, gia’ Assessore alla mobilita’ delle giunte Pericu, confessa di essere stato costretto all’immobilismo dalla sinistra radicale e ambientalista, in materia di infrastrutture.<br />
Ho l’impressione che sopravvaluti il potere di queste  aree politiche   e abbia sottovaluto le sue capacita’, visto che, proprio in queste settimane, la Giunta Vincenzi e’ stata costretta, contro il volere proprio e della cittadinanza, a dare il via libera ai parcheggi di Acquasola e Villa Rosa, che hanno visto l’ex Assessore un assiduo propugnatore.<br />
Merella affronta le questioni legate alle infrastrutture ferroviarie, ma non riesce a spiegare perche’, nonostante il nostro entusiastico appoggio, i governi nazionali e locali di destra e di sinistra non siano riusciti a costruire interventi importanti (il completamento della bretella di Voltri che raccorda il porto di Voltri alla succursale dei Giovi (verso Milano e Torino) e alla linea di Ovada (verso Alessandria e Sempione), la linea La Spezia – Pontremoli,  l’ammodernamento, con marce parallele, delle due linee da Genova a Milano, il quadruplicamento della Voghera – Tortona che e’ la reale strozzatura sull’itinerario di Milano, l’ammodernamento della linea Genova – Ovada Acqui, il potenziamento e il riordino degli impianti di collegamento verso il porto storico di Genova, l’ammodernamento della Savona – Cairo Montenotte)<br />
Sono venti anni che chiediamo di fare queste opere, cantierabili da subito, e il rammarico, al contrario di quanto afferma Merella, e’ di non essere riusciti a imporre queste scelte.<br />
L’ex assessore mi accusa di citare numeri che “ non stanno ne in cielo ne in terra”, peccato che non ne citi neanche lui.<br />
I nostri sono forniti da  gruppi di studio indipendenti dai poteri industriali e speculativi, ma siamo disponibili, ovviamente, al confronto quando ce ne sara’ l’occasione.<br />
Anzi, chiedo all’ex assessore Merella la disponibilita’ ad organizzare un momento di confronto su questi temi durante il quale produrrò anche i dati comparsi sul Sole 24 ore secondo i quali la Liguria si piazza al primo posto in ben 4 dei 12 settori scelti come indicatori in base al rapporto con l’estensione territoriale:strade comunali, autostrade, ferrovie e stazioni.<br />
Infine ritengo di una qualche suggestione l’ipotesi di intercettare una quota dei container che da Shangai, vanno a New York utilizzando il Pacifico e il treno dalla costa pacifica a quella atlantica.  Questa ipotesi dovrà comunque tener conto di alcuni nuovi scenari:<br />
la difficoltà, per portacontainer sempre più grandi  ad attraversare  il canale di Suez<br />
le nuove rotte rese possibili dallo scioglimento dei ghiacci del Polo<br />
l’auspicabile crescita dei diritti umani e sociali in Cina (che inevitabilmente produrrà un aumento del loro costo di lavoro).<br />
Nel frattempo, iniziamo a costruire quelle opere di completamento e di ammodernamento che da anni non riusciamo a fare!!!<br />
Non e’ forse questo a causare “l’immobilismo che sta caratterizzando la citta’  con danni enormi alla sua struttura sociale ed economica” di cui parla Arcangelo Merella?</p>
<p>Il Capogruppo Sinistra Europea PRC<br />
Antonio Bruno</p>
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		<title>Infrastrutture, adesso occorre accelerare</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 10:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Secolo XIX del 4/9/2008
Infrastrutture, adesso occorre accelerare
LE GRANDI OPERE
Chi protesta cita numeri sbagliati, ma ora è la maggioranza che deve farsi sentire
ARCANGELO MERELLA
Nello stesso giorno in cui il Secolo XIX offre ampio spazio alle tesi del consigliere di Rifondazione Comunista Antonio Bruno sulla inutilità delle opere strategiche che servono alla città, il consulente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Da Il Secolo XIX del 4/9/2008<br />
Infrastrutture, adesso occorre accelerare<br />
LE GRANDI OPERE<br />
Chi protesta cita numeri sbagliati, ma ora è la maggioranza che deve farsi sentire<br />
ARCANGELO MERELLA<br />
Nello stesso giorno in cui il Secolo XIX offre ampio spazio alle tesi del consigliere di Rifondazione Comunista Antonio Bruno sulla inutilità delle opere strategiche che servono alla città, il consulente del Sindaco, professor Maresca, offre sull’Avvisatore Marittimo una lettura, del tutto condivisibile, sulla ritrovata unità di intenti tra città e porto in relazione al suo auspicato sviluppo. Peccato che le tesi di Maresca, che sono certo siano condivise dalla stragrande maggioranza dei genovesi, collidano in pieno con quelle di Bruno e dunque di Rifondazione Comunista, vale a dire di un partito cardine dell’alleanza politica che governa la città. Proprio ai tanti dubbi (sempre opportuni) ma ancor di più alle note ostilità, mai confortate da numeri corretti ed inequivocabili, della sinistra radicale e ambientalista, è dovuto l’immobilismo che sta caratterizzando la città con danni enormi alla sua struttura sociale ed economica. Ma il problema non è Bruno, ne Rifondazione, ne gli ambientalisti radicali che hanno tutto il diritto di esprimere le loro opzioni e battersi per farle prevalere(visti i risultati ci sono già riusciti!) ma semmai la maggioranza che governa la città e chi le fa, si fa per dire visti gli assordanti silenzi,opposizione. Antonio Bruno cita numeri che non stanno ne in cielo ne in terra, figuriamoci sui binari,mentre tutta la letteratura che si occupa di porti e di logistica, sia in relazione a quantoè fino ad oggi accaduto, sia in previsione di scenari che potrebbero traguardare volumi di traffico consistenti, indicano nella debolezza del sistema infrastrutturale (soprattutto ferrovia e retroporti) il rischio di una ulteriore marginalizzazione del porto di Genova. Proprio ora che nei confronti della Cina arrivata a movimentare ben 120 milioni di contenitori e prevede di arrivare ai 200milioni entro il 2015 anche per effetto dei maggiori costi nel trasporto via mare determinato dal caropetroli, il porto di Genova può porsi come riferimento principale per tutto il Sud Europa, appare di tutta evidenza come le carenze di spazi in porto, le insufficienze delle infrastrutture specie ferroviarie creino uno svantaggio competitivo a tutto danno della città e dell’intera regione. Se è vero che Merlo e la Vincenzi credono convintamente nelle tesi che ha ben riassunto Maresca (e credo che sia proprio così perché che da tempo non sospetto le sostengono) allora usino tutto il potere che è nella loro disponibilità e negli Enti che governanoper far uscire Genova dallo stallo, senza timore, almeno in questo caso, di avere anche l’appoggio della minoranza più responsabile.<br />
ARCANGELO MERELLA è nell’esecutivo del Ps genovese</p>
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		<title>Liguria al primo posto per infrastrutture: smentito il luogo comune di Genova isolata</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 06:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Genova]]></category>

		<category><![CDATA[gronda]]></category>

		<category><![CDATA[Infrastrutture]]></category>

		<category><![CDATA[Tav]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa
L&#8217;Atlante delle infrastrutture 2008 dell&#8217;Istat, ripreso dal Sole 24 ore, assegna alla Liguria il primo posto in Italia per densita&#8217; di strade, autostade e ferrovie.
Strade 35,3 km ogni 10 km quadrati di territorio e 1.190 ogni 100.000 abitanti;
Autostrade: 69,2 km ogni 1.000 km quadri e 23 km per 100.000 abitanti(dati nazionali 21,7 e 11)
Ferrovie: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Comunicato stampa</p>
<p align="justify">L&#8217;Atlante delle infrastrutture 2008 dell&#8217;Istat, ripreso dal Sole 24 ore, assegna alla Liguria il primo posto in Italia per densita&#8217; di strade, autostade e ferrovie.<br />
Strade 35,3 km ogni 10 km quadrati di territorio e 1.190 ogni 100.000 abitanti;<br />
Autostrade: 69,2 km ogni 1.000 km quadri e 23 km per 100.000 abitanti(dati nazionali 21,7 e 11)<br />
Ferrovie: 92,4 km ogni 1.000 km quadri (media nazionale 53,6) e 31 ogni 100.000 abitanti (media 27).<br />
Questi dati ufficiali confermano l&#8217;analisi secondo cui la Liguria e Genova in particolare non hanno bisogno di nuove infrastrutture,ma della riqualificazione delle stesse. Vanno eliminati (anche con questi con lavori, e&#8217; ovvio) i &#8220;colli di bottiglia&#8221; in particolare quello del nodo di San Benigno che e&#8217;il principale responsabile delle code che si registrano in entrata a Genova Ovest, con ripercussioni sui tratti vicini. Vanno divisi i traffici merci da quelli dei passeggeri. Vanno costruiti limitati, ma importantissimi tratti ferroviari per poter dare alla citta&#8217; moderni metro di superficie. Vanno bloccati i parcheggi a rotazione in centro e costruiti quelli alle uscite dei caselli autostradali. Soprattutto bisogna disintossicarsi dalla retorica della Genova &#8216;irraggiungibile&#8217;, delle Opere faraoniche indispensabili (piu&#8217; agli interessi dei grandi gruppi imprenditoriali che a quelli dei liguri), dalla martellante propaganda di chi da oltre venti anni continua ad asfissiarci con gronde e tav invece di fare bretelline ferroviarie e nodo di san Benigno.</p>
<p align="justify">Genova, 2 settembre 2008<br />
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea-PRC</p>
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