Gruppo Consiliare Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Infrastrutture, adesso occorre accelerare

Settembre 4th, 2008 Posted in News

Da Il Secolo XIX del 4/9/2008
Infrastrutture, adesso occorre accelerare
LE GRANDI OPERE
Chi protesta cita numeri sbagliati, ma ora è la maggioranza che deve farsi sentire
ARCANGELO MERELLA
Nello stesso giorno in cui il Secolo XIX offre ampio spazio alle tesi del consigliere di Rifondazione Comunista Antonio Bruno sulla inutilità delle opere strategiche che servono alla città, il consulente del Sindaco, professor Maresca, offre sull’Avvisatore Marittimo una lettura, del tutto condivisibile, sulla ritrovata unità di intenti tra città e porto in relazione al suo auspicato sviluppo. Peccato che le tesi di Maresca, che sono certo siano condivise dalla stragrande maggioranza dei genovesi, collidano in pieno con quelle di Bruno e dunque di Rifondazione Comunista, vale a dire di un partito cardine dell’alleanza politica che governa la città. Proprio ai tanti dubbi (sempre opportuni) ma ancor di più alle note ostilità, mai confortate da numeri corretti ed inequivocabili, della sinistra radicale e ambientalista, è dovuto l’immobilismo che sta caratterizzando la città con danni enormi alla sua struttura sociale ed economica. Ma il problema non è Bruno, ne Rifondazione, ne gli ambientalisti radicali che hanno tutto il diritto di esprimere le loro opzioni e battersi per farle prevalere(visti i risultati ci sono già riusciti!) ma semmai la maggioranza che governa la città e chi le fa, si fa per dire visti gli assordanti silenzi,opposizione. Antonio Bruno cita numeri che non stanno ne in cielo ne in terra, figuriamoci sui binari,mentre tutta la letteratura che si occupa di porti e di logistica, sia in relazione a quantoè fino ad oggi accaduto, sia in previsione di scenari che potrebbero traguardare volumi di traffico consistenti, indicano nella debolezza del sistema infrastrutturale (soprattutto ferrovia e retroporti) il rischio di una ulteriore marginalizzazione del porto di Genova. Proprio ora che nei confronti della Cina arrivata a movimentare ben 120 milioni di contenitori e prevede di arrivare ai 200milioni entro il 2015 anche per effetto dei maggiori costi nel trasporto via mare determinato dal caropetroli, il porto di Genova può porsi come riferimento principale per tutto il Sud Europa, appare di tutta evidenza come le carenze di spazi in porto, le insufficienze delle infrastrutture specie ferroviarie creino uno svantaggio competitivo a tutto danno della città e dell’intera regione. Se è vero che Merlo e la Vincenzi credono convintamente nelle tesi che ha ben riassunto Maresca (e credo che sia proprio così perché che da tempo non sospetto le sostengono) allora usino tutto il potere che è nella loro disponibilità e negli Enti che governanoper far uscire Genova dallo stallo, senza timore, almeno in questo caso, di avere anche l’appoggio della minoranza più responsabile.
ARCANGELO MERELLA è nell’esecutivo del Ps genovese

Post a Comment