Nodo stradale ed autostradale di Genova
Settembre 14th, 2008 Posted in Comunicati stampaLa cronaca di questi giorni di fine estate ci consegna, oltre al ritorno a scuola e alla caduta delle foglie, l’altrettanto consueta discussione sul “definitivo” (?) tracciato della Gronda autostradale di Ponente.
Dopo la gronda bassa, affiancata al Morandi, quella altissima sino alla Valle Scrivia, quella intermedia su Bolzaneto, quella in subalveo sotto il Polcevera ed il ritorno di quella bassa (con il ponte di “cristallo” (!),vi sarebbe una nuova ed ulteriore proposta.
ANAS ed Autostrade saranno quindi impegnate a predisporre un nuovo progetto, di cui discutere in futuro, a spese di quegli aumenti delle tariffe autostradali che dovevano servire per costruire il nuovo “Nodo stradale ed autostradale di Genova” e che alimentano invece il progettificio.
Poco è stato fatto sinora in concreto, non certo per la opposizione dei Comitati dei cittadini, ma perchè, il sospetto diventa sempre più forte, gli Enti non ricordano neppure i Protocolli che hanno sottoscritto.
Il 27 febbraio 2006 Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova e ANAS SpA firmavano il Protocollo di Intesa per la realizzazione del “Nodo Stradale e Autostradale di Genova” prevedendo una serie di interventi per la risoluzione del c.d. Nodo di Genova: Gronda di Ponente; Gronda di Levante; adeguamento A7; Nodo di San Benigno; Tunnel di Rapallo e/o interventi migliorativi ai caselli della A 12; sistemazione di Lungomare Canepa; Tunnel subportuale.
Il Protocollo suddivideva gli interventi in due gruppi:
1. Opere di competenza della Società Autostrade per l’Italia, in quanto inserite nel IV Atto aggiuntivo ANAS /Autostrade – stipulato in data 23 dicembre 2002: Gronda di Ponente; Tunnel di Rapallo; Nodo di S. Benigno; parte dell’Autostrada A7 Genova-Serravalle.
Queste opere sono quindi a carico di Società Autostrade e finanziate con gli aumenti delle tariffe autostradali già in vigore, calibrati sul costo stimato nel 2002.
2. Opere per le quali è necessario individuare il Soggetto attuatore e le relative fonti di finanziamento: Gronda di Levante; Tunnel subportuale; sistemazione di Lungomare Canepa; collegamento Tunnel subportuale con gli svincoli di Ge- Est e Ge-Nervi.
A fronte di un programma di tale portata, il Protocollo riteneva quindi “inevitabile procedere ad una differenziazione temporale nella realizzazione delle opere di che trattasi”, pur all’interno di un “disegno progettuale unitario”.
Per quanto riguarda la c.d. Gronda di ponente, che non era quindi l’unico intervento previsto, il Protocollo dava atto che “i tre Enti Territoriali hanno proposto di sostituire il tracciato caratterizzato dall’attraversamento in subalveo del torrente Polcevera con un altro tracciato, caratterizzato dall’attraversamento aereo della stessa valle, mediante un ponte posto in prossimità dell’esistente viadotto Morandi”.
Si tratta della ipotesi che è stata nuovamente messa in discussione e che fa si che ad oggi non esista un progetto su cui discutere.
Ciò premesso, il protocollo attribuiva “carattere di priorità al nodo viario di S. Benigno in quanto anello di congiunzione fra la rete autostradale, il porto ed il nuovo sistema di scorrimento urbano – cui risulta strettamente correlato il tunnel subportuale di Genova”.
In un tale disegno, assumeva altresì grande importanza, in direzione ponente, la sistemazione di lungomare Canepa e la strada a mare.
Orbene, il progetto del nuovo nodo di S. Benigno, commissionato dalla Autorità Portuale, è stato approvato in Conferenza dei Servizi nell’estate 2001, integrato da un tavolo tecnico presso la Regione Liguria negli anni successivi a seguito delle osservazioni di ANAS e Società Autostrade e inserito come detto nel IV Atto aggiuntivo ANAS – Autostrade, che ha previsto che sia quest’ultima Società a realizzarlo grazie agli aumenti di pedaggio già conseguiti.
Dette risorse sono finalizzate alla realizzazione dell’intero “Nodo Stradale e autostradale di Genova”, e non della sola Gronda di Ponente, per cui le opere ricomprese nel IV Atto Aggiuntivo dovranno essere finanziate secondo le priorità indicate nel Protocollo di Intesa ed i tempi della loro effettiva realizzazione.
In altri termini: non è scritto da nessuna parte che debba attendersi la costruzione della Gronda per dare avvio alla realizzazione del Nodo stradale e autostradale di Genova.
Al contrario, come ricordato, il Protocollo di Intesa indica come prioritaria la realizzazione del nuovo nodo di S. Benigno, che è l’unica opera compiutamente progettata, immediatamente finanziabile con le risorse già in cassa di Autostrade ed indispensabile perchè lo sviluppo del porto di Sampierdarena (Calata Bettolo, Multipurpose, etc), secondo il disegno del vigente PRP, non diventi un fattore di grave criticità per Sampierdarena invece che una opportunità.
Il nuovo nodo di S. Benigno, inoltre, non potrà limitarsi a riversare il traffico di provenienza autostradale sulla viabilità urbana esistente, pena la nuova paralisi del Nodo, ma dovrà collegarsi verso levante con il Tunnel sottomarino e verso ponente con il nuovo lungomare Canepa e con la strada a mare.
Un tale assetto potrà consentire di ridurre le dimensioni e l’impatto dello stesso Lungomare Canepa, strada attualmente progettata a sei corsie ed il cui finanziamento non è del tutto certo.
La nuova viabilità consentirà infatti di separare i flussi di traffico, con particolare riguardo a quello pesante di origine portuale lungo tutta Sampierdarena, tra il nuovo nodo di S. Benigno, a servizio del varco più a levante, ed il sistema formato dalla nuova strada a mare a sei corsie, oltre lungomare Canepa, e la nuova viabilità di sponda destra del Polcevera, per i terminals di ponente.
In questo quadro, lungomare Canepa, anche attraverso l’utilizzo della sopraelevata portuale esistente, potrà essere dedicato alla viabilità urbana leggera, a quattro corsie, senza costituire una nuova barriera a mare dell’abitato di Sampierdarena.
Le sei corsie appaiono infatti sovradimensionate anche perchè il lungomare è comunque chiuso a a ponente dalla rotonda della Fiumara e a levante dall’accesso alla Sopraelevata, il che non consente certo di costruire una autostrada urbana. Il minor costo della arteria, infine, ne renderebbe più agevole il finanziamento e certa la realizzazione.
L’avvio di questi interventi, già finanziati per quanto riguarda S. Benigno ed in atto per la strada a mare, libererà il principale accesso alla città e darà modo di studiare meglio la necessità della nuova gronda di ponente, alla luce dei risultati ottenuti con la nuova uscita di Genova Ovest e con la rettifica dell’A7 nella tratta tra Bolzaneto ed il casello, indispensabile anche alla luce dell’ultimo tracciato della Gronda che sembra essere stato proposto.
Più che le sezioni delle carreggiate autostradali, infatti, è il mancato assorbimento del traffico da parte della viabilità urbana a determinare, specie nelle ore di punta, il blocco del sistema che gravita sul casello di Genova Ovest (A 7-A10-A12).
Appare quindi necessario rendere più fluida l’uscita di Genova ovest prima di aumentare ancora il volume di traffico che vi verrebbe riversato con la costruzione della nuova Gronda ed il mantenimento, declassato, della attuale A 10.
Ci sembra che si tratti di una posizione realistica, fondata da un punto di vista trasportistico e che cerca di tenere insieme le esigenze delle persone con quelle del Porto: resta da capire se tutti vorranno accantonare posizioni non più attuali ed avversate da gran parte della popolazione ed iniziare a costruire davvero il nuovo nodo stradale e autostradale di Genova.
Paolo Scarabelli – Partito della Rifondazione Comunista –SE
Roberto Delogu - Partito dei Comunisti Italiani
Andrea Brignolo – Federazione dei Verdi Liguri.